Atacmarathonclub

sezione podismo del Dopolavoro Atac - Cotral

PER ANTICA ITINERE

 
Domenica 29 aprile 2018 – Per Antiqua Itinera
Splendida domenica primaverile di sole pieno.
Una giornata molto calda: anche troppo … per correre.
Come sempre, arrivo trafelato al punto di ritrovo ed appena una trentina di minuti prima della gara.
Fortunatamente, però, trovo abbastanza presto parcheggio. Evidentemente siamo meno di quanto pensassi.
Forse il gran caldo (anomalo) di queste settimane ha scoraggiato parecchi partecipanti o, forse, come sovente accade dopo la Maratona di Roma, il proliferare di eventi podistici domenicali contribuisce alla frantumazione dei partecipanti fra le varie gare.

Aiuto velocemente papà a trovare un posto … per cosi’ dire … “in sicurezza” (possibilmente vicino al ristoro finale in modo che non è escluso che possa beneficiarne anche prima di noi podisti) e poi corro a ritirare il pettorale : il mio è l’ultimo rimasto nello scatolone; per cui, o è quello, o qualcosa non ha funzionato in fase di iscrizione.
Penso tra me e me che , poter ritirare il pettorale il giorno della gara non è un vantaggio di poco conto ma non sempre praticabile purtroppo.
Apro velocemente il pacco gara per la curiosità: non  male! Finalmente niente magliette! Basta magliette! Potrei aprirci una bancarella . Dentro ci sono una bottiglietta d’acqua (che penso molti finiranno ancora prima di cominciare la gara), un chilo di mezze maniche, una birra, un pacchetto di caffè ed una mela.  Consegno il tutto a papà: raccomandandomi di non toccare la birra!

Nonostante sia già abbastanza accaldato: posso cominciare finalmente a scaldarmi. 
Già durante il riscaldamento, si forma la fila alle poche fontanelle 
Cominciamo bene!

Ci ritroviamo con Alessandro poco prima della partenza.
Come va ? Come non va ?
Siamo entrambi un pò acciaccati e reduci da problemi di varia natura: cosi’ decidiamo di correre in tutta tranquillità,
evitando un impegno fisico troppo gravoso che, complice la temperatura, rischeremmo di pagare forse già durante la gara, oltre che certamente  dopo.

E cosi’ ci facciamo tutta la corsa insieme, dal primo all’ultimo metro.
Diventa una sorta di valido allenamento per ossigenare il sangue e fare fiato: si corre in compagnia e si parla. 
Di tutto: di calcio, di politica, del momento che sta passando l’azienda … e, naturalmente, di come ci piacerebbe che il nostro gruppo podistico fosse più numeroso anche anche in gare come questa e non solo in quelle apicali come la Roma-Ostia o la Maratona cittadina

Il percorso è senza dubbio affascinante anche se un pò problematico al principio: partendo dal Borgo Antico, nei primi 500 mt ci si ritrova spesso a  camminare a passo d’uomo, come in fila per la comunione a piazza San Pietro.

Solo all’altezza del Parco Archelogico (1° – 2° chilometro), finalmente il gruppo di sgrana un pò  e si può riprendere a correre con una andatura più naturale. In tal modo si ha la possibilità di ammirare e godersi un pò la vista dei ruderi romani, sempre splendida.

Il resto della gara è praticamente tutta all’interno della Riserva Naturale di Ostia Antica e dunque sotto il sole (meno male che mi sono portato il cappelletto):  strada sterrata ma pianeggiante, praticamente fino al 9° chilometro: si alza un po’ di polvere ma il pensiero va al fatto che meglio quella che il fango che si formerebbe in terreni simili dopo interi giorni di pioggia.
Bisogna solo fare un pò di attenzione alle buche : ogni tanto tocca tocca saltare quà e là; ma ormai il gruppo è sufficientemente sgranato e dunque non c’è il rischio di pestare qualche collega podista.
Poco dopo l’ 8° km si esce dalla riserva e si torna a correre sull’ asflato.
Io e Alessandro chiudiamo insieme , dandoci il cinque sulla linea del traguardo. 
Buono anche il ristoro finale : crostatine, fettine di colomba, pizzette , sali, a acqua e te (fortunatamente freddo). Il tutto condito dalle gocce di sudore che grondano dalle visiere dei cappelletti.
 
Insomma … una gara praticamente immersa nel verde (a parte il primo e l’ultimo tratto) : senza incontrare mai un veicolo a motore,
 
Con Alessandro scattiamo qualche foto commemorativa e poi ci salutiamo.
 
Con papà decidiamo all’ultimo di proseguire bene la giornata e dunque procedo in direzione mare: ristorante Vecchia Pineta dove ci andiamo a godere un bel piatto di spaghetti allo scoglio. Visto che quello più arduo l’ho appena superato.
 
Marco Perugini
Updated: 24 maggio 2018 — 13:17
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